Halving
Introduzione al concetto di halving
Il processo di mining, come abbiamo visto, produce nuovi bitcoin. Satoshi desiderava creare un sistema che non fosse soggetto a svilimento, non voleva una macchina che avesse bisogno di un’espansione perpetua di supply monetaria. Ha quindi progettato una emissione programmata che è partita in modo importante per poi assottigliarsi nel tempo verso l’emissione di zero bitcoin.
Nel primo periodo le rewards erano di 50 bitcoin a blocco e poi si sono dimezzati ogni 210.000 blocchi minati. Il numero massimo di dimezzamenti consentiti è di 64: dopo questo, il codice impone una ricompensa pari a zero e i miner da quel momento in poi sopravviveranno solo con le fee delle transazioni da loro minate. L’halving, sostanzialmente, è il dimezzamento programmato, quindi insito nel protocollo bitcoin, delle rewards dei miner. L’halving si verifica in media circa ogni 4 anni (per la precisione ogni 210.000 blocchi). La rete bitcoin riduce quindi programmaticamente la quantità di nuovi bitcoin “coniati” riducendo progressivamente il tasso di approvvigionamento.
Un aspetto importante dell’halving è che è prevedibile, dopo 210.000 blocchi minati scatta l’halving. Il protocollo bitcoin, come spiegato nell’art mining, include algoritmi che regolano la funzione di mining su tutti il network. La difficulty della proof-of-work è aggiustata automaticamente in modo che, in media, si arrivi a una soluzione del problema ogni 10 minuti qualunque sia il numero di miners e quindi di computers che stanno lavorando alla risoluzione del problema. La difficulty quindi deve “aggiustarsi” ogni tanto per stare al passo con l’attuale potenza di calcolo fornita dalla rete. La cosiddetta difficulty adjustment avviene anche questa in modo programmato, ma molto più frequentemente dell’halving, ogni 2016 blocchi per l’esattezza.
Bitcoin e scarsità
Bitcoin è il primo bene digitale scarso che il mondo abbia mai conosciuto. È scarso come l’argento e l’oro. Bitcoin ha un’onerosità a prova di falsificazione, perché produrre nuovi bitcoin costa molto in termini di elettricità. La produzione di bitcoin non può essere facilmente falsificata. (Si noti che questo è diverso per le monete fiduciarie tipo fiat money).
Saifedean Ammous parla di scarsità in termini di rapporto stock-to-flow (SF). Spiega che l’oro e il bitcoin sono diversi dalle altre materie prime di consumo perché entrambi hanno un alto SF. La scarsità può quindi essere quantificata dal rapporto SF
SF = stock / flow
Stock è la dimensione delle scorte o delle riserve esistenti. Flow è la produzione annuale. Invece di SF, generalmente si usa anche il tasso di crescita dell’offerta (flow/stock). Basta quindi notare che:
SF = 1 / tasso di crescita dell’offerta.
Diamo un’occhiata ad alcuni esempi di rapporti SF.

Stock e flow (produzione annuale) per differenti metalli a confronto con le relative capitalizzazioni di mercato. L’oro ha il valore più alto, SF 62: ci vogliono 62 anni di produzione aurifera per ottenere l’attuale stock. L’argento è secondo con SF 22. Il fatto di avere SF alto li rende entrambi beni monetari. Il palladio, il platino e tutte le altre materie prime hanno SF a malapena superiori a 1. Lo stock esistente è generalmente uguale o inferiore alla produzione annuale, rendendo quest’ultima un fattore molto importante. È quasi impossibile per le materie prime ottenere uno SF più elevato, perché non appena qualcuno le accumula, i prezzi aumentano, la produzione aumenta e il prezzo scende di nuovo. È molto difficile sfuggire a questa trappola. Bitcoin ha attualmente uno stock di 17,5 milioni di monete e un’offerta di 0,7 milioni monete/anno, quindi uno SF 25. Questo colloca il Bitcoin nella categoria dei beni monetari come oro ed argento. L’offerta di bitcoin è fissa. Nuovi bitcoin vengono creati in ogni nuovo blocco. I blocchi vengono creati in media ogni 10 minuti. Gli halving inoltre comportano il fatto che il tasso di crescita dell’offerta (nel contesto di Bitcoin di solito chiamato “inflazione monetaria”) sia a gradini e non regolare.

L’offerta di bitcoin aumenta con il numero dei blocchi (linea blu) mentre l’inflazione monetaria (linea arancione) decresce in corrispondenza di ogni halving.
Modello stock to flow
L’ipotesi del modello è che la scarsità, misurata come rapporto SF, guidi direttamente il valore.

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Nel grafico sopra, il prezzo è sovrapposto alla linea del rapporto stock to flow. Possiamo vedere che il prezzo ha continuato a seguire il flusso di stock di Bitcoin nel tempo. La teoria quindi, suggerisce che possiamo proiettare dove il prezzo potrebbe andare osservando la linea prevista dal modello, che può essere calcolato poiché conosciamo il programma di mining futuro del BTC. I punti colorati mostrano il numero di giorni fino al prossimo evento di halving (che come abbiamo già detto rende il rapporto stock to flow più alto, quindi in teoria il prezzo dovrebbe aumentare) La linea stock to flow su questo grafico incorpora una media di 365 giorni nel modello per appianare i cambiamenti causati nel mercato dagli eventi di halving.
Bitcoin è il primo bene digitale scarso che il mondo abbia mai conosciuto, è scarso come l’argento e l’oro e può essere inviato attraverso Internet, radio, satellite ecc. Sicuramente questa scarsità digitale ha valore. Ma quanto? In questo articolo si è introdotta la scarsità usando stock-to-flow per modellare il valore del bitcoin. Esiste una relazione statisticamente significativa tra stock-to-flow e la capitalizzazione di mercato. La probabilità che la relazione tra stock-to-flow e valore di mercato sia casuale è vicina allo zero. I seguenti fatti aggiungono fiducia al modello:
- oro e argento, che hanno mercati totalmente diversi, sono in linea con i valori di bitcoin secondo il modello SF.
- vi è la possibilità dell’esistenza di una relazione di potenza.
Il modello prevede una capitalizzazione di mercato del bitcoin di 1000 miliardi di dollari dopo l’halving a maggio 2020, che si traduce in un prezzo del bitcoin di $ 55.000.(i calcoli sulla determinazione del modello non vengono trattati in quest articolo in quanto non è quello scopo dell’articolo)